Non voglio ballare

[The One]

C’era una volta tanto alcool, che poi finì.

C’era anche una candela, che si consumò.

Per aria la musica; prima balcanica, per sudare, poi nostrana, per ricordare il mare.

Lui, appoggiato allo stipite della porta della cucina, il petto nudo, addosso solo un paio di pantaloncini e delle calzette scure, in mano una bottiglia con ancora un sorso appena.

Lei, in piedi in mezzo alla cucina, il seno nudo, addosso solo un paio di pantaloni morbidi con i tasconi sul sedere e sulle cosce, in mano un bicchiere con ancora un sorso appena.

Lei ballava in mezzo alla stanza con gli occhi chiusi, senza versare una goccia di vino, con i capezzoli dritti e il sorriso in alto.

Lui la guardava appoggiato alla porta con gli occhi pieni, senza risparmiare una goccia di vino, con i capelli lunghi e la voglia di fotografarla.

“Non voglio ballare” mentre lei ballava.

“Voglio farmi male” mentre lui godeva.

C’era una volta la voglia di vivere per sempre, c’era una volta il desiderio di non smettere di ballare mai più.

[Musica suggerita per la lettura: Zen Circus – Non voglio ballare]

Black Mirror for dummies

[The One]

Mi sostituirò un occhio con un obiettivo fotografico e occuperò tutti i giga disponibili della mia memoria con i fermoimmagini delle tue espressioni.

Come quando poggi il braccio sullo schienale della sedia accanto.

Come quando alzi il sopracciglio e mi guardi fisso.

Come quando scoppi a ridere e ti copri la bocca.

Come quando scorri il menù con le dita sulle labbra.

Come quando fissi concentrata il telefono alla ricerca di qualcosa.

Come quando finalmente sciogli lo sguardo severo e mi vivi senza più freni.

Come quando ti sporgi dal tavolo per baciarmi.

L’ultima l’ho inventata io.

Ma tutte le altre le riguarderò quando tra qualche tempo mi chiederò cosa mai ci trovassi di bellissimo in te.

Compito in classe

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola CONDIVISIONE. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @una_goccia_di_pioggia @lasognatricedelnullapoesia @alicenonsa @iosonorainmaker @gabbianigrassifoglivolanti @hotel_caracas_cc @laragazzachecorreconilupi @respiro_nero. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Compito in classe.

Il candidato elenchi le più intime condivisioni, in ordine sparso d’importanza.

Svolgimento.

La condivisione di un brano musicale, uno di quelli azzeccati dalla Discover Weekly di Spotify; l’ho scoperto io, ne sono geloso e fiero, ma tu, tu devi aprire questo forziere con me.

La condivisione della crosta del Magnum; sappiamo tutti di cosa si sta parlando, da qui l’amore dista giusto qualche passo.

La condivisione di un dolore grande, di quelli che ti spingono vagabondo per una strada illuminata da quei lampioni che sfarfallano nei film americani; cerco la tua voce per tornare a casa.

La condivisione di un libro, che porta con sé l’ineluttabile paura di vederlo tornare sgualcito, con le orecchie, addirittura di non riaverlo indietro mai più; questa di tutte le condivisioni è una di quelle più intime.

La condivisione delle bambole pelose che scodinzolano e limonano a tradimento; quel guinzaglio che hai in mano è controllato a vista dal cuore di babbo.

La condivisione dei miei pensieri per te, sotto forma di lettera; scritti, riscritti, letti, riletti, stracciati, ririscritti, ririletti, senza penna e calamaio ma con una venatura rossa e profonda.

La condivisione di un tramonto sul mare; dovrebbe sempre svolgersi in silenzio, ignorando crampi e formicolii, e sarebbe opportuno che si concludesse sempre con un bacio.

Sapessi

[The One]

Sapessi quante parole mi hai ispirato.

Quante canzoni hai riempito di significato.

Quanti momenti avrebbero richiesto la tua presenza.

Già solo per questo meriteresti un bacio di quelli che durano così tanto che poi si scoppia a ridere insieme.

Si jamais j’oublie

[Flussi]

Nuove angolature e prospettive inedite.

Niente paura ma pensieri e arroganza per poter gustare la curiosità del que serà.

Se non si vive il male non si vive il bene; se non ci si brucia non si saprà mai apprezzare il calore del fuoco.

E “si jamais j’oublie” ricorda chi sei e ricorda che lo sei anche grazie a tutto questo.

[Musica suggerita per la lettura: ZAZ – Si jamais j’oublie]