[The One]
Come una foglia d’autunno trasportata dal vento
ogni tanto
il tuo profumo torna.
Poi fugge
senza darmi il tempo per afferrarlo.
Ma so che tornerà, come l’autunno.
[The One]
Come una foglia d’autunno trasportata dal vento
ogni tanto
il tuo profumo torna.
Poi fugge
senza darmi il tempo per afferrarlo.
Ma so che tornerà, come l’autunno.
[Flussi]
Sensazioni, vibrazioni e flussi conducono la marcia senza consultare la cartina.
Bivi di malinconia colorati da addobbi festosi, crocevia obbligatori di un percorso dalla meta indistinta, passano e restano.
Quello che non riesco a capire è se siano desideri veri o prescia.
Forse si è inceppato qualcosa, forse le conferme che cercavo le ho avute e ora serve altro.
Paura di cosa? Del tempo che scorre? Delle occasioni che passano? Dell’abitudine alla superficialità del fine fisico?
Come al solito non lo so.
Non vedo strade sgombre, solo sale d’attesa.
[Varietà]
Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola CAFFÈ. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @una_goccia_di_pioggia, @lasognatricedelnullapoesia, @alicenonsa, @iosonorainmaker, @gabbianigrassifoglivolanti, @hotel_caracas_cc, @laragazzachecorreconilupi, @respiro_nero. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).
Esistono sensazioni che solo il caffè è in grado di darmi.
Un breve scatto di adrenalina psicosomatica; dieci minuti di pausa da qualsiasi pensiero o azione; una scelta variopinta di cui percepisco a stento le differenze; un calore momentaneo alto due dita; un gusto dolceamaro, persistente.
Eppure, mento.
Perché la stessa scossa la ricevo dopo un tuo messaggio nel dormiveglia.
Perché la stessa sospensione dalla routine la vivo quando mi guardi dal basso con quegli occhi al caramello salato.
Perché la stessa confusione cromatica me la danno i tuoi vestiti, che sembrano cuciti solo per stare sulla tua pelle e mi sembrano tutti bellissimi allo stesso modo.
Perché lo stesso bollore lo sento quando, geloso delle labbra, il tuo bacino si incolla al mio.
Perché la stessa sensazione mi resta sulla lingua quando ti penso: dolce perché hai preso il mio stomaco e gli hai agganciato due palloncini gonfi d’elio; amara perché l’hai lasciato volare via senza seguirlo tra le nuvole; persistente perché nonostante il nostro incontro sia durato una manciata di minuti, il tango che abbiamo ballato non può svanire tra le note di un musicista di strada.
[The One]
Cose che non scorderò, che non vorrei scordare ma che forse sarebbe meglio scordare: il ciuffo dei capelli portati da un lato; le dita lunghe e mature; il salto in mezzo alla via cantando la sigla delle Tartarughe Ninja; il tuo indovinello complice sulle scarpe brutte delle vetrine; gli occhi, quei meravigliosi occhi, illuminati dalla luce bianca del telefono; la tosse fastidiosa; quei pochi sguardi in macchina; quel silenzio che ho caricato di una speranza non concretizzata e il formicolio che ne era derivato; le canzoni, tutte giuste, una dopo l’altra.
Tutto qui?
Tu, occhi e capelli, sorrisi e smorfie, psicologia e bestemmie, e non so se ti amo, ma vorrei veramente avere l’occasione di scoprirlo.
[The One]
La bellezza di una ragazza seduta da sola su un prato risiede nell’armonia che crea con l’ambiente intorno a se. Diventa subito quadro, archetipo di consapevole solitudine.
Nel momento in cui volge lo sguardo verso di te stai guardando la natura, il ciclo delle cose.
E sarebbe sbagliato andare a disturbarla, umano istinto di fare propria la bellezza del mondo. Vile inquinamento della perfezione di un’immagine immodificabile.
Ti guardo da lontano e godo della contemplazione.
Sei un’istantanea che racchiude senso ed estetica.
E io sono fortunato ad averti di fronte.
[The One]
Beata l’ombra delle mia dita che ha potuto sfiorarti le guance e giocare con le curve del tuo viso, in un’estasi di un futuro parallelo.
Eppure da qualche parte siamo, siamo forte. Forse non qui, forse non adesso.
Non sentivo questo vuoto da tempo e ne avevo bisogno. Ne avevo bisogno per capire che ne valeva la pena inventarsi una scusa per trovarmi qui con te. Era giusto esserci e farsi male.
[The One]
Non è facile scollarsi dalla curva dei tuoi zigomi che parte dalle orecchie e scollina le guance, illuminate dal tramonto cremisi delle labbra, per poi tuffarsi nella scollatura dove lo sguardo si schianta.
Però te lo dico: se ancora una volta sbadigli, mi guardi e sorridi imbarazzata mi alzo e ti bacio.
[The One]
Sapessi quante parole mi hai ispirato.
Quante canzoni hai riempito di significato.
Quanti momenti avrebbero richiesto la tua presenza.
Già solo per questo meriteresti un bacio di quelli che durano così tanto che poi si scoppia a ridere insieme.
[In viaggio]
Per me Livorno sono i motorini e le vocali aperte, le urla dei gabbiani e il gelato popolare, gli scacchi eleganti e ir culo piazzato ovunque.
Per me Livorno è schiaccia e mare, ragazze belle e volgari, ragazzi palestrati che corrono.
Per me Livorno è dove le ragazze mi fanno innamorare con un accento e una risata, dove salutano baciando le guance, non sfiorandole.
Per me Livorno è casa senza che ci siano i fondamenti razionali per considerarla tale.
Per me Livorno significa amare.
A me Livorno piace anche solo da dire a voce alta.
[In viaggio]
I momenti più belli sono quelli di cui non ti accorgi ma che notano gli altri.