Esperienza extracorporea

[The One]

Mi piace guardarti mentre parli con la gente.

Mi pare quasi irreale.

Osservarti interagire con il mondo, come se allargassi per un momento l’inquadratura, come se vivessi una di quelle esperienze extracorporee nelle quali i fantasmi sono di un azzurro semitrasparente, come se all’improvviso constatassi che esisti veramente.

Come se ogni tanto fosse necessario allontanarsi per vederti meglio.

Intanto tu parli, parli, parli e io sorrido, aspettando che mi guardi, per tornare ad avvicinarmi e vederti da vicino, vicinissimo.

Boccioli punti

[The One]

Chissà perché

quando penso a te

faccio rime idiote

e mi abbandona il senno

fuggito insieme al nesso

su un treno qualsiasi

stretti in un abbraccio

assennati e annessati

loro

mentre io resto qua

a bagnar le rose

in attesa di un bocciolo

che ti faccia sorridere.

E mi vedi

[The One]

Ti aspetto

sul ciglio di un marciapiede

tra gli echi di una canzone di strada

i riverberi spazzati dalle folate dei passanti

in balìa degli sguardi distratti di chi non sente

la canzone che ti sospinge come vento

quando affiori dalla porta di un negozio

e mi vedi

e mi sorridi.

Ti ho sentito parlare

[The One]

Stasera hai deciso di non farmi scrivere.

Ti sei addormentata presto, espiri leggera, è stata una giornata pesante. Mi stai vicina, quasi attaccata, e i tuoi occhi sono così grandi da sembrare spalancati, se non fosse per quelle palpebre serrate che li nascondono.

Come ogni tanto accade ti svegli in uno stato di semi coscienza, mescolando sogni e realtà. Nel silenzio apri gli occhi e mi parli.

– Cosa?

– Che succede, amore?

– Che hai detto?

– Nulla.

Evidentemente non sei convinta.

– Ti ho sentito parlare.

– Non ho detto nulla.

– Che hai detto? Ti ho sentito parlare.

– Non ho detto nulla, amore.

Mantenendo un’espressione di scarsa convinzione, allunghi la mano e afferri la mia, quella che regge il quadernetto che raccoglie i miei scarabocchi notturni.

La accolgo, eppure subito cerco di divincolarmi con delicatezza, perché so che se ti lascio riaffondare nel sonno sarà impossibile liberare la mano. Le tue dita però stringono decise e trattengono il mio timido tentativo di fuga. Mi trovo così in una romantica trappola, impossibilitato a scrivere.

I tuoi respiri suonano come onde filtrate dalle persiane di una casa sul mare, per non svegliarti piego una gamba e appoggio il quadernetto sulla coscia, che diventa una superficie d’appoggio, alquanto instabile in verità.

Non mi scoraggio. Inizio a produrre scarabocchi più incomprensibili del solito e mi chiedo se domani sarò in grado di decifrarli.

Eppure in fondo chissenefrega, dato che poi ti sei svegliata, mi hai lasciato la mano e abbiamo fatto l’amore.

Ogni volta (o Riflessivi desueti)

[The One]

Ogni volta come la prima volta

mi beo

dell’effetto che fa la pressione del tuo corpo sul mio,

il peso di tutti i tuoi organi, posti esattamente in quell’ordine;

mi estasio

della sensazione di compressione sulle ossa

che si adattano, molleggiano,

plasmate dal desiderio di esserci addosso;

mi crogiolo

nel calore diffuso, colloso,

spanso sulle pelle come olio,

come quelli che ti spalmi sotto la doccia

mentre ti guardo e sorrido

come la prima volta.

Proprio con quegli occhi lì

[The One]

Esco su balcone – è tornato il caldo –

prendi il sole su una sdraio da veri professionisti

mi guardi e sorridi – proprio con quegli occhi lì –

m’incanto – quegli occhi lì –

chiedo se vuoi un caffè

mentre tu non hai ancora messo via il tuo sorriso – e quegli occhi –

non rispondi

fai solo un cenno con la testa – si muove tutto, anche il mondo –

che no

non lo vuoi

però chiedi senza parlare

di starti vicino

proprio io

che vicino a quegli occhi lì è come essere al mare.

Capaci

[The One]

Siamo capaci di meglio, lo sappiamo entrambi.

Siamo capaci di voli che Pindaro in confronto pare un abbrutito senza fantasia.

Siamo capaci di progetti che fanno apparire le piramidi il divertimento passeggero di un bimbo in spiaggia.

Siamo capaci di baci che farebbero venir voglia a Cupido di innamorarsi di noi.

Siamo capaci del meglio.

Purtroppo siamo anche capaci del peggio.

8 e 52

[The One]

Labbra bicolori

abbracci protesi

sulle tremila molle insacchettate di un letto disfatto.

Libercoli erotici

orsacchiotti senza naso

ai margini d’una stanza ovattata dal sole delle 8 e 52.

Desta dal sogno

sbadigli e sorridi

io conto i riflessi

dei nostri buongiorno.

Tutto puoi

[The One]

Svegliami di notte

parlami di paure

stringimi come se stessimo cadendo da un grattacielo

– dal cielo –

poi apriamo le braccia

misuriamo quanto è largo questo letto

questo respiro

che parte dalla punta del naso e arriva fin dove non lo so

non lo so

ma tu

tu

tutto puoi.

Questa mattina

[The One]

Questa mattina, al risveglio, tutta la luce chiedeva di te.

Ogni raggio s’era alzato di buon’ora, alcuni avevano addirittura dormito sul balcone, come prima di un grande concerto, pur di potere essere tra i primi a svegliarti.

E pensa come si dev’essere sentito il primo fotone che questa mattina si è posato sulla tua guancia, pensa alla sua felicità, pensa a quel quanto – chissà come si chiama e cosa fa adesso e come si sente? – che per primo ti ha toccato la pelle, pensa a quel piccolo attimo prima, quello in cui ha percepito lo strato d’aria farsi materia, il vuoto riempirsi, e poi, finalmente, tu.

Pensa a me, che mi sono svegliato e la prima cosa che ho messo a fuoco è stato il tuo viso.

Questa mattina, al risveglio, eri bellissima e la luce ti illuminava come un quadro.