Ghigna a culo

[Varietà]

Interno sera, cucina-salotto illuminata da globi tenui, sul muro le ombre delle felci, a terra gress porcellanato sbeccato in un punto dove cade sempre l’occhio.
Lei, lui, la tensione e una TV in sottofondo ignorata da tutti.
Lei, disillusa, lascia le briglie.
– E c’hai ‘na bella ghigna a culo.
Lui, interdetto, sull’orlo del KO, tenta il traversone.
– Il tuo concetto di amore è deleteriamente autoreferenziale.
Lei, sguardo basso, voce glabra.
– Vedi di levarti agirmente dar cazzo, prima ‘e ti deleteri la faccia.
Lui, mani pallide, ascella fetente.
– La verità è che non mi hai mai amato. Tu ami l’idea dell’amore, non me.
Lei, artica, tra le mani una katana.
– Bimbo, è finita. Pillia ‘ tu’ chiozzeri e sparisci. Se ti rivedo ti smuso.
Lui, a metà strada tra lei e la porta, quasi non respira.
– Stiamo facendo un errore, noi siamo molto più di questo. Siamo capaci di meglio. Io credo ancora in noi.
Lei, in piedi in direzione del bagno, un medio alzato alle sue spalle.
– Io no.

Non

[Varietà]

Eh

oh bellino

cos’è quello sguardo lì?

Quel luccicore rimettilo in tasca, che è meglio.

Che non è mica il caso

che non sei mica il caso

che mica ti puoi permettere

di essere ciò che non sei.

Non è che adesso arrivi tu

splendido splendente

e fai del mondo ciò che ti pare.

Eh, no

non si fa così.

Dai retta a me

che sono venuto prima di te

e so

come non fare.

Camminai via

[Varietà]

Una volta un vecchio mi disse di non smettere mai di camminare.

Me lo disse così, senza essere interpellato, senza un preambolo che lo giustificasse, senza neanche guardarmi in faccia.

Era un pomeriggio di maggio, il sole sorrideva al vento e il vecchio, seduto su una panchina verde, ruppe il silenzio tra noi.

– Non smettere mai di camminare finché le gambe ti reggono e hanno forza, finché potrai scegliere di muovere un passo, finché potrai esaudire un desiderio anche piccolo.

Non smettere mai di camminare fino alla curva successiva, ché non puoi sapere cosa si nasconda dietro e anche fosse nulla varrà sempre la pena andare a vedere di persona.

Non smettere mai di camminare neanche quando ti sembrerà di non avere più forze, neanche quando sarai esausto, sarà proprio quello il momento giusto per fare un passo in più.

Non smettere mai di camminare anche quando avrai l’impressione di non sapere dove stai andando, anche quando sembrerà di esserti smarrito, perché solo andando avanti ritroverai la tua via.

Non smettere mai di camminare perché io non posso più e non vorrei vederti sprecare neanche una briciola delle tue possibilità, ora che io ho esaurito le mie.

Non smettere mai di camminare perché può accadere che un giorno, al termine di una strada vuota e rugginosa di un porto di mare, girando intorno a un edificio diroccato, ti si schianti addosso un tramonto viola, adagiato su un mare di un colore che non esiste. –

Rimase fermo sulla panchina e io camminai via.

Sfogliare muri

[Varietà]

Sui muri cerco verità pittate, il colore di un’emozione, lo slancio d’un poeta che imbratta di forza un mattone megafono, un genio innamorato, un vandalo pensatore.

Chilometri d’intonaco che rovisto in attesa di una risata incivile, la filosofia di uno, dieci, cento Zeb, lo slancio di un ironico sonnambulo.

Romanticherie fiappe, spunti per fiabe, caleidoscopiche finestre che danno su mondi a senso contrario.


I muri si osservano, i muri si leggono.

Sapore di sale

[The One]

Un ragazzo e una ragazza.

Sotto i piedi una scacchiera lucida di pioggia in mezzo al mare.

Davanti agli occhi onde color pietra, imbizzarrite nell’arena da cui non possono uscire.

Sopra la testa nuvoloni senza bordi, coprono un cielo che non si vede.

Il ragazzo costeggia il confine con il mare, cerca l’angolo più vicino all’acqua, sorride e prende schiaffi di schiuma. Le labbra sanno di sale.

La ragazza punta al centro della geometria, calpesta la terra, salta le pozzanghere, si tiene forte il cappuccio che il vento vorrebbe toglierle. I suoi occhi sono colmi.

Il ragazzo e la ragazza si vedono da lontano e si camminano incontro senza fretta, ridendo senza sentirsi.

Nel tempo sospeso un bacio al sale e l’aria come colonna sonora.

Il fotografo in k-way si è perso una foto da inquadrare.