Ode ai Caronti

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola CARONTE. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano:@alicenonsa, @aritmia_poetica, @gabbianigrassifoglivolanti, @mes.chers.souvenirs, @respiro_nero, @sibilodivento, @spazinfiniti. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Dedicato a quei duci silenziosi che instradano irrequieti spiriti che vorticano nelle infinite possibilità della loro gioventù.

Pensato per quelle opere d’ingegno dotate d’anima e voce che mostrano nuovi mondi e inattesi livelli di conoscenza.

Rivolto a quelle donne e quegli uomini che prendono per mano, baciano, scopano, amano, abbandonano e piangono i vagabondi dei sentimenti alla ricerca di un riparo per la notte.

Studiato per la pirotecnica naturale che mette di fronte alla consapevolezza della briciolosità dell’esistenza del singolo.

Immaginato per quei silenzi senza compagnia che fanno chinare la testa sul foglio e fanno fare i conti con la persona più pericolosa del mondo.

A voi, Caronti, è rivolta quest’ode, da parte delle anime sulla soglia dell’Inferno. Dite qual è l’obolo richiesto e conducete tutti loro sull’altra sponda.

Tri-vello

[Varietà]

Adesso m’hai messo addosso un fosso di pensieri.

Appigliato dietro, riflesso nel vetro lo scruto.

Dalle spalle il peso espelle l’inutile vello,

dittatura dell’arsura forgiò vacua armatura,

diretto contatto cutaneo di bagliore scarlatto.

Tutto spento, più non sento il pentimento.

Zà-Zà

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola TORBIDO. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @ale_primo_conte, @alicenonsa, @aritmia_poetica, @gabbianigrassifoglivolanti, @mes.chers.souvenirs, @respiro_nero, @sibilodivento, @spazinfiniti. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione.

Camminare nel mondo, mani nelle tasche e fumo posticcio dai tombini, nella nebbia cisposa di una tarda mattinata unta.

Fiancheggiare, rintanati negli angoli dei palazzi, grumi di rimasugli squittenti, su e giù per i canali di scolo, alla ricerca di una pace dei sensi finita nel cassonetto di fronte.

Procedere nell’aria pungente di liti domestiche, liti lavorative, liti politiche, liti per noia, liti con il solo senso di dare un senso a una vita da zapping.

Giungere nella piazza dei rapporti consumati in fretta e furia, ondivaghi come la moda, pavimentazione sconnessa e instabile sotto piedi gonfi e odorosi di esasperazione al caffè.

Mettere la testa, giù fino alla fine dei capelli, nel marketing delle violenze in technicolor, sul palco una in fila all’altra, alla mercé di consumatori di schiavi emozionali.

Prendere una boccata di sorrisi ansiolizzati, inumiditi da pietanze menzoniere scelte da un menù a costo zero, proprietà nutritive scritte con l’inchiostro simpatico.

In tutto questo restare lì a osservare; espressione neutra, occhio fisso, cuore in folle.

Come quando esamini il pulviscolo vaneggiante di una bevanda torbida, ammaliatamente nauseato dai detriti caprioleggianti nel liquido tiepido. Attratto dal vagamente schifoso, chissà che gusto ha, chissà che sensazione dà, chissà dove sta Zà-Zà.

Amata punteggiatura

[Varietà]

Esistono periodi fatti di virgole e congiunzioni, calibrate, sospirate, regolari come il respiro di una ragazza che dorme e sogna onde e culle.

Ci sono poi periodi fatti di punti. Punti a capo.

Grossi. Neri. Pesanti.

Frastagliati come il Memoriale per gli Ebrei assassinati d’Europa a Berlino.

Viviamo infine periodi senza punteggiatura incerti e frenetici come un paesaggio indistinguibile visto dal finestrino di un treno lanciato a massima velocità.

Io, se posso, scelgo l’inusuale, desueto punto e virgola; una pausa lunga, uno sguardo al mare e un discorso che continua.

Portogallo 5

[In viaggio]

Quando sei pronta riportami a Porto

Dimentica i portici e perdiamoci per le strade.

Parioli, Parigi, Parma; nei paraggi niente pareggia l’apertura purpurea dei palazzi.

Ti prego facciamo presto, la pelle d’oca me la sento ancora addosso.

Quando sei pronta riportami a Porto, questa volta per restarci.

Tappino rosso

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola ALCOOL. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @ale_primo_conte, @aritmia_poetica, @cm.wr, @gabbianigrassifoglivolanti, @hotel_caracas_cc, @iosonorainmaker, @mes.chers.souvenirs. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Ti cancellerò via con un colpo di spugna ubriacata di alcool, quello rosa con tappino rosso, quello che sgrassa e lascia un odore di nettezza ospedaliera, lividi disinfettati.

Alcool denaturato come persa è la tua natura animale, sociale, carnale, comunicazionale, sessuale, occhiale, feudale, spaziale, maiale, elicoidale.

Lascerai una scia imbevuta di parole insensate con l’alitosi, che almeno imparassi a bere come si deve, almeno quello.

Ti voglio distante come m’è distante un pechinese con un giubbotto di paillettes trasportato in una borsetta griffata che si sbronza tutte le sere con lo champagne per dimenticare la sua condizione di pechinese con un giubbotto di paillettes trasportato in una borsetta griffata.

Quando poi sarai solo un tappino rosso all’orizzonte stapperò la bottiglia delle grandi occasioni e ti lancerò dietro il vuoto a rendere, godendomi lo spettacolo dei cocci che esplodono in ogni direzione.